Una recente ricerca italiana mostra come la Terapia Cognitivo Comportamentale sia efficace anche nei casi di anoressia grave e persistente.

Gli studi sull’anoressia nervosa (AN) hanno dimostrato che la lunga durata del disturbo prima del trattamento è un fattore prognostico sfavorevole. Questo è il motivo per cui le compagnie di assicurazione americane spesso si rifiutano di finanziare il trattamento dei pazienti con anoressia grave e persistente (SE-AN) e nel Regno Unito è spesso offerto a questi pazienti solo un trattamento psichiatrico generale o nessun tipo di cura.

Uno studio italiano recentemente pubblicato sulla rivista Behaviour Research and Therapy ha confrontato gli esiti a breve e a lungo termine dei pazienti SE-AN e con una minore durata del disturbo (NSE-AN) trattati con un programma riabilitativo ospedaliero basato sulla terapia cognitivo comportamentale migliorata (CBT-E).
Sessantasei pazienti adulti di età compresa tra 18 e 65 anni affetti da AN sono stati reclutati tra i pazienti consecutivamente ricoverati. Trentadue pazienti (48,5%) sono stati classificati come SE-AN (cioè con durata del disturbo > 7 anni), e 34 (51,5%) come NSE-AN.

Cinquantasei partecipanti (84,8%) hanno completato il percorso di cura. Durante il trattamento, entrambi i gruppi hanno mostrato un simile e ampio incremento di BMI e un miglioramento significativo della psicopatologia specifica e generale. Dalla dimissione fino ai 6 mesi di follow-up si è verificato un minimo deterioramento che si arresta tra i 6 e i 12 mesi. Inoltre, a 12 mesi di follow-up, entrambi i gruppi hanno mostrato tassi simili di Good BMI Outcome (BMI ≥ 18,5; 44,0% e 40,7%, rispettivamente) e di Full Response (BMI ≥ 18,5 e assenza di psicopatologia; 32,0% e 33,3%, rispettivamente). Per quanto riguarda gli indicatori di gravità, la percentuale di pazienti appartenenti al gruppo NSE-AN di estrema gravità è sceso dal 55,9% al basale al 12% a 12 mesi di follow-up, e simili diminuzioni sono state osservate anche nel gruppo SE-AN (46,9% vs 11,1%).

I risultati dello studio dimostrano che la durata dell’AN nei pazienti che sono stati motivati a cambiare non sembra influenzare i risultati di un trattamento basato sulla terapia cognitivo comportamentale intensiva. Questo suggerisce che non è ancora il momento di rinunciare a proporre trattamenti orientati alla guarigione nei pazienti con SE-AN. I programmi che hanno lo scopo di minimizzare i danni e di migliorare la qualità della vita, de-enfatizzando il recupero del peso, dovrebbero essere considerati solo per i pazienti con AN che non hanno avuto alcun successo nei trattamenti ambulatoriali e ospedalieri ben condotti e/o con quelli che hanno una persistente scarsa motivazione al cambiamento, indipendentemente dalla durata del loro disturbo.

Riferimenti: dott. Riccardo Dalle Grave

Per approfondimenti:
Calugi S, El Ghoch M, Dalle Grave R. Intensive enhanced cognitive behavioural therapy for severe and enduring anorexia nervosa: A longitudinal outcome study. Behav Res Ther 2016;89:41-48.