A. I. D. A.
Associazione Italiana Disturbi D'Ansia

Il ruolo della ricerca

Il ruolo della ricerca nel migliorare la comprensione ed il trattamento dei Disturbi d'ansia

Il NIMH sostiene la ricerca sulle cause, la diagnosi, la prevenzione e i trattamenti più adatti per affrontare sia i disturbi d'ansia, sia altri disturbi mentali. Le ricerche riguardano: i rischi genetici e ambientali specifici dei disturbi d'ansia, il loro decorso (sia quando questi compaiono isolati, sia quando compaiono contemporaneamente ad altri disturbi come la depressione) e il loro trattamento. L'obbiettivo finale è di curare e, se possibile, prevenire i disturbi d'ansia.
Il NIMH sta utilizzando i più sofisticati strumenti scientifici attualmente disponibili per determinare le cause dei disturbi d'ansia.
I disturbi mentali, allo stesso modo dei disturbi cardiaci e del diabete, sono complessi e probabilmente sono causati da combinazioni di fattori genetici, comportamentali, dello sviluppo, ecc.
Molte parti del cervello hanno un ruolo chiave nell’interazione altamente dinamica che dà origine alla paura e all’ansia. Utilizzando la tecnologia delle immagini cerebrali e le tecniche della neurochimica, gli scienziati hanno scoperto che responsabile di queste emozioni è una rete di strutture interagenti tra di loro. Molte ricerche si sono concentrate sull’amigdala, una struttura a forma di mandorla situata in profondità all’interno del cervello. Si pensa che l’amigdala serva come centro di comunicazione tra le parti del cervello che elaborano le informazioni sensoriali provenienti dall’esterno e le parti che le interpretano.
Essa può segnalare la presenza di un pericolo e scatenare le risposte di paura o ansia. Sembra che la memoria delle esperienze passate, immagazzinata nella sezione centrale dell'amigdala, possa giocare un ruolo nei disturbi che coinvolgono paure molto specifiche come, ad esempio, le fobie. Altre parti dell'amigdala invece sembrano essere coinvolte in altre forme d'ansia.

Alcuni studi invece si focalizzano sull'ippocampo, un'altra porzione del cervello responsabile dell'elaborazione di stimoli traumatici o pericolosi. L'ippocampo svolge un ruolo importante nella codifica in memoria delle informazioni che giungono al cervello. Le ricerche hanno dimostrato che l'ippocampo appare più piccolo nelle persone che hanno vissuto gravi stress come abusi durante l'infanzia o conflitti militari. Questa riduzione del volume può spiegare perché alcune persone affette da PTSD (Post Traumatic Stress Disorder) rivivano certe scene (flashback), abbiano deficit di memoria e un ricordo spesso frammentario dell'evento traumatico o dei dettagli ad esso connessi.
Ulteriori ricerche sottolineano che altre strutture cerebrali, chiamate gangli della base e corpo striato, paiono essere coinvolte nei disturbi ossessivo-compulsivi.

Attraverso l’acquisizione di informazioni sempre maggiori sulle diverse strutture cerebrali coinvolte nello sviluppo delle paure e delle ansie, gli scienziati saranno in grado di elaborare nuovi e più specifici trattamenti per i disturbi d'ansia. Per esempio, un giorno potrebbe essere possibile incrementare l’influenza sull’amigdala delle parti del cervello deputate al pensiero ponendo in questo modo le risposte d’ansia e di paura sotto il controllo consapevole dell’individuo. Inoltre, attraverso ulteriori ricerche sulla neurogenesi (nascita di nuove cellule cerebrali) nel corso della vita, forse sarà possibile scoprire un metodo che permetta di stimolare la crescita di nuovi neuroni nell'ippocampo di persone affette da PTSD (Post Traumatic Stress Disorder).
Le ricerche del NIMH sui gemelli e sui membri di una stessa famiglia indicano che i fattori genetici giocano un ruolo nell’insorgenza dei disturbi d'ansia, anche se l'ereditarietà da sola non è sufficiente a spiegare lo sviluppo di questi disturbi.
Anche le esperienze individuali sono importanti. Nel PTSD, ad esempio, il trauma scatena il disturbo d'ansia, ma i fattori genetici possono spiegare perché soltanto alcune persone, fra quelle esposte allo stesso evento traumatico, sviluppino un vero e proprio PTSD. I ricercatori stanno cercando di capire come le connessioni fra elementi genetici ed esperienziali possano interagire in ciascun disturbo d'ansia nel tentativo di trovare indicazioni sulla loro prevenzione e sul loro trattamento.

Altre ricerche finanziate dal NIMH riguardano lo studio dei metodi di trattamento più efficaci per trattare i disturbi d'ansia. Ad esempio, vi sono studi che indagano l'efficacia del trattamento con i farmaci e con le terapie comportamentali in modo separato o in modo congiunto per il DOC (Disturbo Ossessivo-Compulsivo). Altri studi stanno determinando l'efficacia e la sicurezza di trattamenti farmacologici per i disturbi d'ansia nei bambini e negli adolescenti con concomitanti deficit di attenzione e iperattività.