A.I.D.A.

L’associazione si propone la PROMOZIONE, la FORMAZIONE e la REALIZZAZIONE di studi e ricerche nell’ambito della  PREVENZIONE, della DIAGNOSI e del TRATTAMENTO dei DISTURBI D’ANSIA e del DISAGIO PSICOLOGICO in genere.

Presidentessa: Stefania Durando
Vice Presidentessa (con funzioni di segreteria): Sonya Sabbatino
Consigliere:  Rosanna Tremamondo
                           Michela Arru
                           Barbara Bosso
                           Elena Luisetti
ASSOCIAZIONE ITALIANA DISTURBI D’ANSIA 
AIDA ONLUS
STATUTO 
SOMMARIO
Titolo Primo: Costituzione e scopi
Art. 1. Denominazione e sede
Art. 2. Scopo sociale
Art. 3. Attività sociali
Art. 4. Adesione ad enti di promozione
Art. 5. Prestazioni degli associati
Titolo Secondo: Gli associati
Art. 6. Soci
Art. 7. Modalità di ammissione
Art. 8. Diritti e doveri degli associati
Art. 9. Scioglimento del rapporto sociale
Art. 10. Intrasmissibilità delle quote sociali
Titolo Terzo: Patrimonio sociale
Art. 11. Finanziamento dell’associazione
Art. 12. Patrimonio sociale
Titolo Quarto: Esercizio sociale e bilancio
Art. 13. Esercizio sociale
Art. 14. Bilancio
Art. 15. Utili e residui attivi
Art. 16. Divieto di distribuzione degli utili
Titolo Quinto: Amministrazione dell’associazione
Art. 17. Rappresentanza legale
Art. 18. Organi sociali
Art. 19. L’assemblea
Art. 20. Il Consiglio Direttivo: compiti e funzioni
Art. 21. Il Consiglio Direttivo: modalità di elezione, composizione e funzionamento
Art. 22. Il Presidente
Titolo Sesto: Disposizioni varie e finali
Art. 23. Controversie tra gli associati
Art. 24. Scioglimento dell’associazione
Art. 25. Devoluzione del patrimonio residuo
Art. 26. Rinvio
TITOLO PRIMO
COSTITUZIONE E SCOPI
Art. 1. Denominazione e sede
È costituita una Associazione di promozione sociale denominata – “Associazione Italiana Disturbi d’Ansia – AIDA OnLus”
La sede dell’Associazione è in Corso Vinzaglio, 12 – Torino – 10121
Il Consiglio Direttivo può deliberare con atto motivato il trasferimento della sede.
Art. 2. Scopo sociale
L’Associazione è costituita al fine di svolgere attività di utilità sociale nei confronti dei propri associati e di terzi, senza alcun scopo di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati.
È apartitica, apolitica ed ha finalità esclusivamente sociali e umanitarie. E’ infatti costituita da cittadini liberamente associati e desiderosi di tradurre in impegno concreto il loro senso morale e civile.
  1. L’Associazione si propone la promozione, la formazione e la realizzazione di studi e ricerche nell’ambito dell’epidemiologia, la diagnosi ed il trattamento dei disturbi d’ansia e del disagio psicologico in genere tramite corsi, consulenze, seminari e convegni che ne integrino le principali e più significative e scientificamente fondate esperienze e tendenze, favorendone la discussione e la diffusione nella cultura contemporanea. L’Associazione inoltre si propone:
Attività di ricerca:

a. una stretta collaborazione con Istituti di Ricerca anche universitari che abbiano fini analoghi, in Italia e all’estero;

b. lo svolgimento di ricerche cliniche e sperimentali sui disturbi in oggetto, anche in collaborazione con Università, enti di ricerca pubblici e/o privati e altre Istituzioni in genere, nazionali ed internazionali;
c. l’erogazione di borse di studio a giovani laureati per particolari studi scientifici, a carattere nazionale o internazionale,in materia di disagio psicologico
Attività di divulgazione, sensibilizzazione e prevenzione:
d. lo svolgimento di attività pubblicistica ed editoriale per la divulgazione delle attuali conoscenze scientifiche sui disturbi in oggetto e delle sue possibilità terapeutiche;
e. la promozione della visibilità e del riconoscimento dei disturbi d’ansia e disagio psicologico a livello sanitario ed istituzionale, affinché si attivino misure economiche, legislative, di assistenza sociale e/o socio-sanitaria e per l’inserimento e la tutela in ambito lavorativo dei soggetti affetti da tali patologie;
f. L’informazione e la sensibilizzazione dei medici di base, per un miglioramento delle conoscenze e delle tecniche per la prevenzione, la diagnosi precoce e la terapia dei disturbi in oggetto;
g. L’informazione e la sensibilizzazione degli insegnanti, per consentire di cogliere i primi segni di disagio riconosciuti come fattori di rischio per lo sviluppo dei disturbi in oggetto, al fine di facilitarne la prevenzione e/o la diagnosi precoce;
Attività di formazione e aggiornamento professionale
h. la formazione rivolta a persone svantaggiate
i. la formazione di psicoterapeuti (psicologi e medici), forniti di una vasta ed adeguata preparazione psicologica sul trattamento dei disturbi in oggetto;
j. l’organizzazione di congressi, seminari, workshop, convegni, mirati all’approfondimento di varie tematiche relative ai disturbi in oggetto;
k. la creazione di una rete nazionale di centri o liberi professionisti, patrocinati dall’Associazione, specializzati nel trattamento dei disturbi in oggetto secondo le più recenti linee guida internazionali;
l. la fornitura ai propri associati di informazioni e materiale, di respiro internazionale, per un costante aggiornamento scientifico sui disturbi in oggetto, attraverso l’istituzione di un’apposita newsletter;
Attività di consulenza
m. l’offerta di attività di consulenza e/o supervisione a singole persone o ad enti pubblici e privati per quanto riguarda le più recenti ed avanzate possibilità di trattamento dei disturbi in oggetto;
n. la creazione di un punto d’incontro tra persone affette dai disturbi in oggetto, che vivono lo stesso disagio, attraverso l’istituzione di un apposito sito internet e di una newsletter;
o. la fornitura del sostegno agli interessati ed ai loro familiari attraverso l’istituzione di un servizio di ascolto telefonico, di gruppi di accoglienza, di gruppi di auto-aiuto ed attraverso la diffusione di materiale informativo.
L’Associazione intende perciò:
a) Avanzare proposte agli enti pubblici, partecipando attivamente alle forme decentrate di gestione democratica del potere locale;
b) Promuovere e gestire iniziative, servizi, attività culturali e formative, atte a soddisfare le esigenze degli associati;
c) Sviluppare, anche tramite collaborazioni con altri enti o associazioni in Italia e all’estero, iniziative intese a promuovere e sviluppare principi di solidarietà e di partecipazione democratica alla vita sociale, nonché a valori progressisti e liberali, riconosciuti quale tessuto ideale fondamentale dell’associazionismo;
d) Istituire sedi secondarie, succursali, uffici, sia permanenti che temporanei, per la migliore organizzazione delle attività sul territorio e per la raccolta delle domande di adesione alle singole iniziative;
e) Svolgere qualsiasi attività comunque utile alla realizzazione degli scopi associativi. Tra questi, a titolo meramente esemplificativo e senza pregiudizio di qualsiasi altro, si indicano: adesioni, partecipazioni, collaborazioni, affiliazioni ad altri enti ed organismi, che siano in linea con i principi dell’associazione e favoriscano il conseguimento degli scopi prefissati; stipula di contratti, di natura privatistica o pubblicistica, intesi ad assicurare l’attività dei propri associati ed aderenti; atti ed operazioni intese alla disponibilità in favore di altri enti, società, sia pubbliche che private, delle proprie strutture e capacità operative; atti di cogestione di particolari servizi ed iniziative; atti ed operazioni di partecipazione alle iniziative idonee a rafforzare e diffondere i principi associativi e in genere, della solidarietà morale dei cittadini; atti necessari a ricevere liberalità da destinarsi al migliore raggiungimento delle finalità associative.
Art. 3. Attività sociali
Per il raggiungimento dei propri scopi sociali l’Associazione in particolare, potrà svolgere:
seminari, congressi, conferenze, iniziative formative e di aggiornamento professionale, mostre, esposizioni, pubblicare materiale didattico, realizzare materiali audiovisivi.
L’ Associazione potrà compiere qualsiasi operazione ritenuta opportuna per il conseguimento dell’oggetto sociale, comprese le compra-vendite e le permute di beni immobili e di beni mobili soggetti a registrazione; la stipulazione di mutui e la concessione di pegno o ipoteca relativamente ai beni sociali; la concessione di fidejussioni e altre malleverie.
Art. 4. Adesione ad enti di promozione ed organismi nazionali ed internazionali.
L’Associazione accetta tutte le disposizioni statutarie di quelle associazioni, circoli od enti, sia nazionali che internazionali, alle quali deciderà di aggregarsi o affiliarsi per migliorare le attività istituzionali proprie e con le quali abbia finalità analoghe o complementari.
In particolare, per il migliore raggiungimento dei propri scopi sociali l’Associazione potrà aderire ad un ente avente finalità assistenziali ai sensi della legge n. 524 del 14/10/1974. Pertanto, potrà adottarne la tessera nazionale, osservarne lo statuto ed i regolamenti, così come ogni altra disposizione prevista dagli organismi nazionali e periferici dell’ente medesimo.
Art. 5. Prestazioni degli associati
L’Associazione per il raggiungimento dei propri scopi sociali si avvale prevalentemente dell’attività volontaria dei soci, prestata in forma libera e gratuita. L’Associazione in caso di necessità può comunque avvalersi delle prestazioni retribuite di lavoratori subordinati, parasubordinati e di lavoratori autonomi, secondo le norme di legge di riferimento.
TITOLO SECONDO
GLI ASSOCIATI
Art. 6. Soci
Il numero dei soci è illimitato. Possono essere soci le persone fisiche, le persone giuridiche, enti ed associazioni, anche non riconosciute.
In particolare, alla Associazione possono aderire tutti i cittadini italiani e stranieri di ambo i sessi, anche se minori. Per questi ultimi, la partecipazione alle attività associative dovrà essere di volta in volta autorizzata da un genitore o comunque da chi esercita la patria potestà.
Il diritto di voto viene esercitato in maniera eguale da tutti gli associati dal compimento del diciottesimo anno di età.
I soci con la domanda di iscrizione eleggono domicilio per i rapporti sociali presso la sede dell’Associazione, salvo esplicita diversa richiesta scritta, che può essere presentata da ciascun associato in qualsiasi momento.
Art. 7. Modalità di ammissione
Per essere ammessi a soci è necessario presentare domanda scritta al Consiglio Direttivo con l’osservanza delle seguenti modalità:
  • indicare nome e cognome, luogo e data di nascita, professione e residenza;
  • dichiarare di accettare e di attenersi a quanto stabilito dal presente Statuto ed alle deliberazioni degli Organi Sociali.
È compito del Presidente dell’Associazione o di altro membro del Consiglio Direttivo, a ciò appositamente delegato con atto deliberato dal Consiglio medesimo, valutare l’accettazione della domanda di ammissione a socio.
La presentazione della domanda di ammissione, il contestuale versamento della quota sociale e l’accettazione della domanda danno diritto immediato a ricevere la tessera sociale, acquisendo quindi la qualifica di socio a tutti gli effetti. Nel caso la domanda venga respinta, l’interessato potrà presentare ricorso, sul quale si pronuncia in via definitiva il Consiglio Direttivo nella sua prima convocazione.
Nel caso in cui la domanda di adesione sia presentata da soggetto non persona fisica, alla domanda deve essere allegata copia dello statuto sociale e atto deliberativo dell’organo interno che conferisce al firmatario della domanda i poteri per richiedere l’adesione all’Associazione.
La tessera rilasciata al socio contestualmente al versamento della quota sociale ha valore per tutto l’anno associativo; essa è rinnovabile con il solo versamento della quota sociale entro i termini stabiliti dal Consiglio Direttivo, senza presentazione di ulteriore domanda di ammissione.
È pertanto, esclusa la temporaneità della partecipazione del socio alla vita associativa, cosi come richiesto dall’art. 5, comma 1, del D. Lgs. N. 460/97.
Art. 8. Diritti e doveri degli associati
Tutti i soci hanno uguale diritto di voto e di partecipazione alla vita associativa, in particolare per quanto riguarda l’approvazione e le modifiche dello Statuto e dei regolamenti, la nomina degli organi direttivi, l’approvazione del bilancio.
Tutti i soci hanno diritto di frequentare i locali dell’Associazione e di partecipare a tutte le manifestazioni indette dall’Associazione stessa, fermo restando il puntuale versamento delle quote associative.
I soci sono tenuti:
  1. al pagamento annuale della quota sociale entro il termine fissato dal Consiglio Direttivo. Il mancato pagamento nei termini fissati, dà diritto al Consiglio Direttivo di procedere all’esclusione del socio per morosità.
  2. alla osservanza dello Statuto, e di eventuali regolamenti interni e delle deliberazioni prese dagli organi sociali; comprese eventuali integrazioni della cassa sociale attraverso versamenti di quote straordinarie.
Art. 9. Scioglimento del rapporto sociale
Lo scioglimento del rapporto sociale limitatamente ai singoli soci può avvenire per recesso volontario in qualsiasi momento, per causa di morte e per esclusione.
Il socio può essere escluso quando non ottempera alle norme statutarie; arreca danni morali o materiali all’Associazione; danneggia l’immagine dell’Associazione con il suo comportamento sociale.
L’esclusione da associato è deliberata dal Consiglio Direttivo a maggioranza assoluta dei suoi membri con atto motivato. Dell’esclusione deve essere data comunicazione scritta al domicilio del socio escluso. L’esclusione ha effetto dal momento in cui il socio ne riceve comunicazione scritta.
I soci esclusi per morosità possono essere riammessi dal Consiglio Direttivo dietro pagamento di una nuova quota di iscrizione I soci esclusi possono ricorrere contro il provvedimento nella prima Assemblea, presentando ricorso scritto al Consiglio Direttivo, entro trenta giorni dalla comunicazione di esclusione.
Art. 10. Intrasmissibilità delle quote sociali
Ai sensi di quanto stabilito dall’art. 5, comma 1, del D: Lgs. N. 650/97, tutte le quote sociali ordinarie e straordinarie e i contributi associativi versati dall’associato non sono trasmissibili, fatta eccezione per causa di morte, e non sono rivalutabili.
TITOLO TERZO 
PATRIMONIO SOCIALE
Art. 11. Finanziamento dell’ Associazione
Le spese occorrenti per il funzionamento dell’Associazione sono coperte dalle seguenti entrate:
a) quote degli associati, che possono essere richieste: all’atto dell’ammissione; per il rinnovo annuale della tessera; quale contributo straordinario; a fronte di particolari attività svolte. Tutte le quote ordinarie e straordinarie non sono rivalutabili, né restituibili;
b) contributi dei privati e contributi dei soci;
c) introiti derivanti da convenzioni
d) entrate derivanti da eventuali lasciti e donazioni;
e) contributi di organismi internazionali
f) erogazioni conseguenti agli stanziamenti eventualmente deliberati dallo Stato,
dalle Regioni, da Enti Locali e da altri enti pubblici e/o privati;
g) altre entrate, derivanti da occasionali o continuative attività commerciali svolte quale complemento e supporto dell’attività istituzionale relativa
h) rendite di beni mobili o immobili pervenute all’associazione a qualunque titolo
I fondi sono depositati presso l’istituto di credito stabilito dal CD.
Ogni operazione finanziaria è disposta con firme congiunte del Presidente e del Tesoriere.
Art. 12. Patrimonio sociale
Il patrimonio sociale è costituito:
a) dal patrimonio mobiliare e immobiliare di proprietà dell’Associazione;
b) da lasciti e donazioni diverse;
c) dall’eventuale fondo di riserva.
Il patrimonio sociale è indivisibile e pertanto gli associati non ne possono chiedere la divisione, né pretendere la propria quota.
TITOLO QUARTO
ESERCIZIO SOCIALE E BILANCIO
Art. 13. Esercizio sociale
L’esercizio sociale dell’Associazione coincide di norma con l’anno solare, dal 1° gennaio al 31 dicembre. L’Assemblea può, con delibera motivata approvata dalla maggioranza dei presenti, modificare i termini della scadenza dell’esercizio annuale, adattandoli ai programmi e alle attività sociali.
Art. 14. Bilancio
Entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio annuale il Consiglio Direttivo deve presentare all’Assemblea dei soci il bilancio, sotto forma di rendiconto economico e finanziario, dell’esercizio medesimo. Il rendiconto, deve essere depositato presso la sede dell’Associazione almeno dieci giorni prima della data fissata per l’Assemblea.
Art. 15. Utili e residui attivi
Gli eventuali utili e residui attivi del bilancio devono essere devoluti come segue:
a) il 10% al fondo di riserva;
b) il rimanente a disposizione per iniziative di carattere assistenziale, culturale, sportivo o ricreativo in sintonia con gli scopi dell’Associazione, o per realizzare nuovi impianti o ammodernamenti delle attrezzature e struttura sociali esistenti.
Art. 16. Divieto di distribuzione degli utili
È fatto divieto di distribuire tra i soci anche in modo indiretto proventi ed utili, residui attivi e avanzi di gestione durante la vita dell’Associazione, fatta eccezione per quanto fosse diversamente stabilito dalla legge.
TITOLO QUINTO
AMMINISTRAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE
Art. 17. Rappresentanza legale
La rappresentanza legale dell’Associazione spetta al Presidente, che la esercita ai sensi di legge.
Art. 18. Organi sociali 
Gli organi sociali dell’associazione sono costituiti da:
l’Assemblea dei soci;
il Consiglio Direttivo;
il Presidente / la Presidentessa;
il Vice Presidente / la Vice Presidentessa;
il /la Segretario/a – Tesoriere/a
Art. 19. L’Assemblea
L’Assemblea è l’organo sovrano dell’Associazione.
L’Assemblea è convocata con annuncio scritto inviato al domicilio di ogni socio, o tramite affissione in bacheca, almeno dieci giorni prima della data convenuta.
L’Assemblea è convocata dal Presidente, oppure ogni qual volta il Consiglio Direttivo lo ritenga opportuno e comunque almeno una volta all’anno per l’approvazione del bilancio. Essa, inoltre, deve essere convocata entro i venti giorni successivi alla richiesta scritta di almeno un terzo del totale dei soci aventi diritto al voto. Nella richiesta di convocazione, i richiedenti dovranno esprimere per iscritto le materie da trattare e le eventuali proposte che essi intendono presentare.
L’Assemblea deve inoltre essere convocata per:
  • l’elezione del Consiglio Direttivo e degli altri eventuali organi previsti dallo Statuto, ogni quattro anni;
  • la discussione e le deliberazioni eventuali concernenti ogni altro argomento non riconducibile alla competenza degli altri organi dell’associazione;
  • le modifiche statutarie;
  • lo scioglimento dell’Associazione.
Le Assemblee sono presiedute dal Presidente dell’Associazione, o da altro associato in Sua assenza.
L’Assemblea è idonea a deliberare quando sia stata regolarmente convocata e, in prima convocazione siano presenti o rappresentati almeno la metà più uno dei soci aventi diritto di voto.
Trascorsa mezz’ora da quella fissata per la prima convocazione, l’Assemblea si intende riunita in seconda convocazione ed idonea a deliberare, qualunque sia il numero dei soci intervenuti o rappresentati ed aventi diritto al voto.
Ogni socio ha diritto ad un voto.
Per esercitare il proprio diritto all’elettorato attivo e passivo il socio deve essere in regola con il versamento delle quote sociali e di ogni altro contributo eventualmente dovuto all’Associazione.
Ogni socio può farsi rappresentare per delega scritta da un altro socio. Ogni socio può ricevere più deleghe, purché il delegante sia in regola con il versamento delle quote sociali.
Ogni socio può essere eletto a ricoprire qualsiasi carica prevista dal presente Statuto.
Di ogni Assemblea viene redatto un verbale a cura del Segretario, a ciò preposto dal Presidente o di chi ne fa le veci, scegliendolo tra i presenti, anche non soci.
Il verbale, firmato dal Presidente dell’Assemblea e da chi lo ha redatto, viene conservato agli atti dell’Associazione e ogni socio può prenderne visione.
 
Art. 20. Il Consiglio Direttivo: compiti e funzioni.
Il Consiglio Direttivo ha il compito di realizzare gli scopi sociali.
In particolare, e senza che la seguente elencazione debba intendersi limitativa, ha le seguenti attribuzioni, facoltà e funzioni.
Redigere i programmi di attività sociale previsti dallo Statuto e favorire la partecipazione dei soci alle attività dell’Associazione.
Redigere regolamenti nel rispetto dei principi fondamentali dello Statuto ed emanare qualsiasi normativa o disposizione ritenuta opportuna per il buon funzionamento dell’Associazione.
Prendere tutte le deliberazioni occorrenti per l’amministrazione e la conduzione dell’attività associativa, inclusi l’assunzione, il licenziamento ed ogni altro atto dovuto nei confronti del personale dipendente e degli eventuali collaboratori retribuiti.
Redigere il bilancio dell’Associazione.
Stabilire l’importo delle quote associative.
Determinare i corrispettivi per le diverse prestazioni offerte dall’Associazione e fissarne le modalità di pagamento.
Decidere in maniera inappellabile in merito all’accoglimento delle domande di ammissione all’Associazione da parte degli aspiranti soci.
Art. 21. Il Consiglio Direttivo: modalità di elezione, composizione e funzionamento
Il Consiglio Direttivo è eletto dall’Assemblea dei soci ogni quattro anni, così come fissato dall’art. 17.
Esso è composto da un numero minimo di tre membri, scelti tra i soci in regola con tutti gli adempimenti statutari e rieleggibili nel tempo.
Il Consiglio elegge tra i suoi membri il Presidente, il Vice Presidente, Segretario/Tesoriere e ad altri consiglieri incarichi specifici da svolgere in collaborazione con il Presidente.
Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente mediante avviso da far pervenire a ciascun consigliere, arche in modo informale, con almeno tre giorni di anticipo sulla data della riunione.
Esso deve essere riunito almeno ogni sei mesi e ogni qualvolta il Presidente lo ritenga opportuno.
Il Presidente è tenuto a convocare il Consiglio su richiesta scritta della maggioranza dei suoi membri.
Qualsiasi convocazione del Consiglio dovrà comunque contenere l’elencazione delle materie da trattare.
Le riunioni del Consiglio sono valide purché sia presente la maggioranza dei suoi componenti. Sono presiedute dal Presidente e le deliberazioni sono prese a maggioranza dei votanti. In caso di  parità, è prevalente il voto del Presidente.
I Consiglieri sono tenuti sul loro onore a mantenere segrete le discussioni e le opinioni espresse all’interno del Consiglio.
Di tutte le riunioni del Consiglio Direttivo deve essere tenuto verbale, sottoscritto dai presenti e contenente la sintesi degli argomenti trattati e le deliberazioni assunte.
Art. 22. Il Presidente
Il Presidente ha la legale rappresentanza dell’Associazione. Presiede e convoca l’Assemblea ed il Consiglio Direttivo, firmandone i relativi verbali ed ha la responsabilità di far eseguire le deliberazioni adottate dagli organi predetti, assicurando lo svolgimento organico ed unitario dell’attività dell’associazione.
Il Presidente sovraintende inoltre la gestione amministrativa ed economica dell’associazione, di cui firma gli atti.
In caso di assenza, di impedimento o di cessazione, le relative funzioni sono svolte dal Vice Presidente.
 
Art. 23. Il Vice Presidente – Il Segretario / Tesoriere
Il Vice Presidente eletto dal CD nel proprio ambito e su proposta del Presidente , sostituisce quest’ultimo in ogni sua attribuzione ogni qualvolta questi sia impedito all’esercizio delle proprie funzioni. L’intervento del solo vice Presidente costituisce per tutti la prova della pacifica temporanea sostituzione del Presidente.
Il Segretario/Tesoriere eletto dal CD nel proprio ambito e su proposta del Presidente, ha il compito di assicurare la continuità operativa dell’associazione, predisponendo e curando lo svolgimento dei programmi, il coordinamento delle iniziative e l’attuazione, anche dal punto di vista finanziario, delle deliberazioni degli organi deliberanti, la tenuta dei registri e degli archivi e le scritture dei verbali. Tiene ed aggiorna i registri dei soci relativi alle varie categorie di appartenenza.
 
Art. 24 Durata delle cariche e modalità di elezione
Come da articoli precedenti:
  • tutte le cariche sociali hanno la durata di 4 anni e possono essere riconfermate
  • le sostituzioni e le cooptazioni effettuate nel quadriennio decadono allo scadere del quadriennio stesso
  • ciascun socio può candidarsi a qualsiasi carica sociale. Il CD emanerà apposito regolamento per le candidature e per le elezioni entro 3 mesi dalla convocazione dell’assemblea elettiva
TITOLO SESTO
DISPOSIZIONI VARIE E FINALI
Art. 25. Controversie tra gli associati
Qualunque controversia dovesse insorgere tra gli associati con riferimento alla validità, efficacia, interpretazione ed esecuzione di questo Statuto, verrà rimessa ad un Collegio di arbitri, i quali giudicheranno secondo diritto ma senza alcuna formalità di procedura, fermo il rispetto del contraddittorio.
Gli arbitri verranno nominati uno da ciascuna delle parti ed il terzo dai due così nominati e, in caso di disaccordo, dal Presidente del Tribunale di Torino.
Ove le parti in lite fossero più di due, si provvederà alla nomina di un arbitro da ciascuna delle parti e di altri due arbitri e di altro arbitro (per consentire che il Collegio abbia comunque componenti in numero dispari) dalle parti in lite o, in caso di disaccordo, dal Presidente del Tribunale di Torino che provvederà anche a stabilire l’arbitro con funzione di presidente del Collegio.
Art. 26. Scioglimento dell’associazione
In caso di scioglimento dell’Associazione, l’Assemblea provvederà alla nomina di uno o più liquidatori.
Art. 27. Devoluzione del patrimonio residuo
In caso di scioglimento dell’Associazione, l’eventuale patrimonio residuo dovrà essere devoluto ad altra associazione avente analoghe finalità, oppure a fini di pubblica utilità, secondo quanto stabilito dalla Legge n. 383/2000.
Art. 28. Rinvio
Per quanto non previsto dal presente Statuto, si rinvia agli artt. 36 e segg. del Codice Civile e in quanto applicabili per identità di ratio alle norme sulle associazioni riconosciute.