Che cosa è la terapia cognitivo comportamentale e che cosa "fa"?
Dai suoi inizi negli anni '50 ad oggi, la terapia cognitivo comportamentale (comunemente conosciuta come TCC) ha come base un approccio sperimentale. Ciò significa una verifica costante dei risultati ottenuti e un controllo sulla validità delle sue tecniche. Sulla base di centinaia di accurati studi e ricerche che ne dimostrano l'efficacia, la terapia cognitivo comportamentale è riconosciuta terapia preferenziale per la maggior parte dei disturbi emozionali e comportamentali dalla comunità scientifica internazionale e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. La terapia cognitivo comportamentale è un approccio educativo che mira a trasferire sia abilità comportamentali, come ad esempio entrare in un luogo affollato per un agorafobico, sia cognitive, cioè modificare quei pensieri e quelle credenze che possono creare disagio. Il terapeuta applica le tecniche che ottengono i migliori risultati in relazione a specifici problemi e al singolo caso. La terapia cognitivo comportamentale integra due forme di psicoterapia: la Terapia Comportamentale e la Terapia Cognitiva.
La Terapia Comportamentale insegna alle persone a reagire in modo differente alle situazioni problematiche. Si focalizza sul cambiamento di specifiche azioni utilizzando diverse tecniche per diminuire o eliminare comportamenti che creano disagio e aumentare o acquisire comportamenti che favoriscono una migliore qualità di vita.
La Terapia Cognitiva aiuta le persone ad apprendere come pensieri, convinzioni e credenze contribuiscano spesso a creare una visione distorta di ciò che sta accadendo nella nostra vita e questo ci fa sentire ansiosi, depressi, arrabbiati. La consapevolezza del ruolo e dell'azione di questi pensieri, combinata con esercizi di esposizione e altre tecniche comportamentali, aiuta la persona a competere e confrontarsi con le situazioni temute e con le proprie paure. Se pensate che un aiuto professionale possa servirvi e/o cercate informazioni sulla TCC, i contenuti e gli articoli in questo sito vi potranno senz'altro essere d'aiuto.
Psicoterapia cognitivo comportamentale a Torino
L'Istituto Watson di Torino con sede in c.so Vinzaglio 12, offre un servizio di psicoterapia cognitivo comportamentale per i seguenti disturbi:
ansia
attacchi di panico
fobie
stress
disturbo ossessivo-compulsivo
fobia sociale
depressione
disturbi sessuali
obesità, sovrappeso, anoressia, bulimia
Insonnia
disturbi dell'età evolutiva
dipendenza da gioco d'azzardo
disturbi vestibolari
tricotillomania
Il percorso terapeutico è suddiviso in vari momenti.
Nel corso del primo colloquio si raccolgono le informazioni principali sul singolo caso; successivamente occorre una valutazione globale su alcune aree quali abilità di controllo, livello di stress, disagio, effetti psicofisiologici legati al disturbo, ecc.
In questa fase, chiamata Assessment, si utilizza una batteria di questionari per rilevare i disturbi specifici in modo dettagliato e un apparecchio chiamato "Biolab" per registrare le risposte fisiologiche (battito cardiaco, tensione muscolare, ecc). I risultati ottenuti vengono analizzati insieme alla persona per pianificare la terapia Le informazioni ricavate attraverso l'Assessment permettono di individuare i comportamenti e i pensieri da prendere in considerazione per iniziare un programma individualizzato.
Il principale obiettivo che ci si prefigge nella terapia cognitivo comportamentale è aiutare il paziente a modificare i propri pensieri disturbanti, controllare le proprie risposte fisiologiche e quindi incidere in modo determinante sul proprio comportamento. Solo quando il paziente avrà modificato i tre aspetti appena citati si potrà affermare che l'intervento è stato realmente di aiuto.
In alcuni casi le persone tendono ad accontentarsi dei primi miglioramenti ottenuti, ma ciò costituisce un grave errore, poiché spesso dopo poco tempo il disturbo tende a ripresentarsi se non è stato affrontato e risolto completamente.
Il servizio di psicoterapia si avvale anche della Book therapy, una bibliografia contenente testi specifici che insegnano alcuni metodi per superare il problema presentato dal paziente. Questa tecnica è ampiamente utilizzata in vari Paesi in Europa e negli Stati Uniti.
Grazie all’ampia struttura disposta su 2 piani, il Centro è in grado di proporre un duplice servizio terapeutico. Il primo, più tradizionale, è un trattamento a seduta individuale la cui frequenza dipende dal tipo di problema, dalla sua gravità e dall'urgenza di risoluzione. E' importante anche considerare da quanto tempo la persona è affetta dal disturbo in quanto tale variabile può allungare i tempi di guarigione.
Il secondo è un trattamento di gruppo di tipo intensivo. Come in un day hospital è possibile costituire gruppi di lavoro continuativi dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle ore 18, della durata di una o più settimane. Quest’ultimo approccio si è dimostrato particolarmente utile ed efficace per il trattamento dei disturbi più cronici e invalidanti.
Nelle sezioni dedicate ai vari disturbi (panico, depressione, ecc...) potete trovare degli esempi di trattamento specifici per ogni problematica.
Gli psicoterapeuti dell'Istituto Watson sono comunque a Vostra disposizione per chiarimenti e consigli per la realizzazione di un intervento mirato.
Potete contattarci per telefono al numero 011 5611102, via fax 011 533706 o all'e-mail
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Istituto Watson
dal 1979 sede per il Piemonte dell'A.I.A.M.C. (Associazione Italiana di analisi e Modificazione del comportamento e Terapia comportamentale e cognitiva).
L'Istituto Watson è diretto da Enrico Rolla. Collaborano con l'Istituto i seguenti psicologi clinici e dell'organizzazione ed esperti in direzione d'impresa: Giuliana Bognier - Marina Balbo - Stefania Durando - Barbara Bosso - Gianni Floro - Elena Luisetti - Luisella Zucaro - Maria Narduzzo - Lalla Guerra - Maria Teresa Arcella.
Continuano gli incontri aperti al pubblico organizzati dall'Istituto Watson in collaborazione con il Rotary Club per approfondimenti su ansia, disturbi dell'apprendimento, disturbi dell'alimentazione e obesità.